Sara Errani su Vanity Fair

«Non posso stare senza di lui. Lui è la mia vita». «Lui» è il tennis. E non ci sono mezze misure nel rapporto tra Sara Errani e il suo sport. È appena tornata da Parigi, dove il mondo si è accorto di lei e l’Italia ha avuto la conferma (due anni dopo la vittoria di Francesca Schiavone) che sono le donne a salvare il nostro tennis. Prima di Wimbledon e dell’Olimpiade, la nuova regina italiana dello sport mondiale parla a Vanity Fair che le dedica la copertina in edicola dal 20 giugno.

Si può essere migliori amiche, pur essendo in competizione?

«Io competitiva ci sono nata: se non vincevo, da piccola, mi arrabbiavo tantissimo. Anche per questo è raro avere amiche nel tennis. Ma ho la fortuna di avere incontrato Roberta. In giro per tornei siamo sempre insieme in quattro, noi due e i nostri allenatori: anche loro vanno molto d’accordo».

Il suo è anche un bel ragazzo. Sicuro che sia solo l’allenatore?

«Scherza? Pablo per me è un fratello maggiore. Mi segue da otto anni, da quando io ne avevo 17 e lui 24. È anche sposato: sono la madrina di suo figlio».

Fidanzata?

«No. Con la vita che faccio, in giro per alberghi tutto l’anno, è impossibile. Pensi che da gennaio ho passato solo quattro giorni qui a Valencia».

Volere è potere.

«No, per chi aspira a essere campione. Se sei a un torneo e sai che a casa c’è qualcuno che ti aspetta pronto a consolarti, non hai quella fame di vincere. Anche solo a livello inconscio, dai qualcosa in meno».

Mai stata innamorata?

«Mai».

L’intervista completa sul n.25 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 20 giugno.

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